Il rapporto tra assegno ordinario di invalidità e NASpI richiede una distinzione essenziale: le due prestazioni possono spettare allo stesso lavoratore, ma non possono essere percepite integralmente insieme per il medesimo periodo.
L’assegno ordinario di invalidità tutela la riduzione della capacità lavorativa, mentre la NASpI protegge il lavoratore dalla disoccupazione involontaria. La diversa funzione delle due misure non elimina il divieto di cumulo, ma consente all’interessato di esercitare il diritto di opzione e scegliere la prestazione più favorevole.
Il diritto di opzione
Con la sentenza n. 234 del 2011, la Corte costituzionale ha riconosciuto al lavoratore titolare di un trattamento di invalidità, che maturi anche il diritto a una prestazione di disoccupazione, la possibilità di optare per quest’ultima durante il periodo di disoccupazione indennizzato.
La Cassazione ha recentemente chiarito che, quando il lavoratore già percepisce l’assegno ordinario di invalidità e presenta successivamente domanda di NASpI, l’opzione può essere esercitata anche dopo la domanda. L’ordinanza Cass. civ., n. 5414/2026 ha infatti escluso l’esistenza di un termine decadenziale previsto dalla legge e ha ritenuto insufficiente, a tal fine, una circolare dell’INPS.
La stessa impostazione era stata affermata da Cass. civ., n. 23040/2024, Cass. civ., n. 23041/2024 e Cass. civ., ord. n. 8401/2025.
Compatibilità sì, cumulo no
L’assenza di un termine decadenziale per l’opzione non significa che NASpI e assegno ordinario di invalidità siano cumulabili. Il lavoratore può scegliere la NASpI in luogo dell’AOI, ma non può ricevere integralmente entrambe le prestazioni per lo stesso periodo.
Se l’opzione viene esercitata in ritardo, la NASpI può essere riconosciuta quando sussistono gli altri requisiti, ma le somme già percepite a titolo di AOI devono essere coordinate attraverso sospensione, detrazione, compensazione o recupero dell’indebito, secondo la situazione concreta.
La Cassazione ha precisato che NASpI e AOI non sono “obbligazioni alternative” in senso tecnico ai sensi dell’articolo 1287 del codice civile. Ciò significa soltanto che non si può ricavare da tale norma un termine di decadenza non previsto dal legislatore. Non significa che sia ammessa la contemporanea erogazione delle due prestazioni.
Se prima arriva la NASpI
La situazione inversa è disciplinata dall’articolo 11, comma 1, lettera e), del decreto legislativo n. 22 del 2015. Quando il lavoratore che percepisce la NASpI acquisisce il diritto all’assegno ordinario di invalidità, la NASpI è soggetta a decadenza, salvo che l’interessato scelga di conservarla.
Anche in questo caso la scelta impedisce il cumulo: il lavoratore può mantenere la NASpI oppure fruire dell’AOI, ma non può percepire integralmente entrambe le prestazioni per il medesimo periodo.
Conclusione
La formula più corretta è quindi questa: assegno ordinario di invalidità e NASpI sono compatibili quanto alla possibilità di maturare i rispettivi requisiti e di optare per una delle due misure, ma non sono cumulabili quanto alla contemporanea percezione integrale per lo stesso periodo.
La giurisprudenza più recente tutela il diritto del lavoratore a esercitare l’opzione anche dopo la domanda NASpI, quando la legge non prevede un termine di decadenza. Restano però fermi il divieto di cumulo e l’obbligo di regolare le somme eventualmente già corrisposte dall’INPS.
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